L’INPS illustra l’incentivo alla stabilizzazione 2026: esonero contributivo del 100% fino a 500 euro mensili per trasformazioni da tempo determinato a indeterminato.
Incentivo alla stabilizzazione 2026: esonero contributivo fino a 500 euro al mese per le trasformazioni a tempo indeterminato
L’INPS, con la Circolare n. 72 del 3 luglio 2026, ha fornito le prime indicazioni operative sull’incentivo alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro previsto dal Decreto Lavoro 2026.
La misura è rivolta ai datori di lavoro privati e prevede un esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, nel limite massimo di 500 euro mensili per ciascun lavoratore, per un periodo massimo di 24 mesi.
A chi si applica l’incentivo
L’agevolazione riguarda le trasformazioni da contratto a tempo determinato a contratto a tempo indeterminato effettuate nel periodo compreso tra il 1° agosto 2026 e il 31 dicembre 2026.
Per poter accedere al beneficio, il lavoratore deve:
- non aver compiuto 35 anni alla data della trasformazione;
- non essere mai stato occupato a tempo indeterminato nel corso della propria vita lavorativa;
- essere inquadrato come operaio, impiegato o quadro.
Il rapporto a tempo determinato da trasformare deve inoltre essere stato instaurato entro il 30 aprile 2026 e deve avere una durata complessiva non superiore a 12 mesi.
Quanto vale l’esonero
L’incentivo consiste nell’esonero dal versamento del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi INAIL.
Il beneficio è riconosciuto:
- per un massimo di 24 mesi;
- entro il limite di 500 euro mensili per lavoratore;
- nei limiti delle risorse stanziate;
- con riproporzionamento in caso di rapporto part-time.
Le principali condizioni da rispettare
Per fruire correttamente dell’esonero, il datore di lavoro deve rispettare le condizioni generali previste per gli incentivi all’occupazione, tra cui:
- regolarità contributiva, quindi DURC regolare;
- rispetto della normativa in materia di lavoro, sicurezza e legislazione sociale;
- applicazione dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative;
- rispetto del diritto di precedenza;
- assenza di licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi nei sei mesi precedenti nella stessa unità produttiva;
- mantenimento dell’incremento occupazionale netto.
Un aspetto particolarmente rilevante è proprio l’incremento occupazionale netto, che deve essere verificato concretamente in relazione alla singola trasformazione e mantenuto per ogni mese di fruizione dell’incentivo.
Esclusioni e limiti di cumulo
Non rientrano nell’incentivo:
- i rapporti di apprendistato;
- il lavoro domestico;
- i dirigenti;
- il lavoro intermittente o a chiamata;
- le nuove assunzioni a tempo indeterminato, in quanto la misura riguarda esclusivamente le trasformazioni.
La circolare chiarisce inoltre che l’esonero non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni contributive, compresa la cosiddetta Decontribuzione Sud.
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